L’infinita sfida col Lupo!!!

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La Sportful Dolomiti Race e’ considerata da molti la gran fondo più dura d’Europa. Forse non è del tutto vero perché la hotztaler per dislivello e lunghezza e’ ancor più estrema.

Affrontarla rimane comunque una sfida importante, un misurarsi prima di tutto con se stessi, per conoscere i propri limiti.

Il percorso lungo, con oltre 5000 mt di dislivello e 214 km di lunghezza richiede un’adeguata preparazione ed avventurarsi in un impresa del genere senza una buona condizione psico fisica e’ un azzardo.

Quest’anno siamo ripartiti alla volta di Feltre, alloggiando come sempre a Col Cumano, presso il Centro Spirituale Papa Luciani, un’oasi di pace poco sopra Santa Giustina.

Il clima è l’affiatamento, tra noi alfieri del Gorgonzola Ciclismo, e’ stato da subito ottimo.

Sabato appena arrivati Feltre ci siamo riuniti davanti ad una birra al Birrificio Pedavena, nella sua sede storica.

Un bel pranzo ci ha permesso di recuperare le energie dopo un viaggio tribolato causa lavori in corso lungo l’autostrada.

Si chiacchiera del più e del meno con Nello, Michele, Rita, Marco, Giangy e Claudio.

Dopo il ritiro dei pacchi gara al palaghiaccio, ci siamo incontrati con Marco Scola, di casa nel Bellunese, per un veloce aperitivo, tra le aspettative della severa prova dell’indomani, entusiasmo e un pizzico di timore per l’incontro Lupo.

Cena e tutti a nanna, la sveglia suonerà prestissimo, alle 4,30😴😴.

Un’abbondante colazione, la vestizione di rito, gli ultimi dettagli e via alla partenza.

Lo Start e’ sempre suggestivo con una marea umana che si incolonna per uscire dal centro storico di Feltre per puntare verso la prima salita di Cima Campo.

La strada si restringe e le prime rampe sono più caotiche del solito.

Dopo 16 km. Siamo in cima. Io e Marco Scola, entrambi a corto di preparazione, optiamo per il percorso corto da 140 km e 3200 mt di dislivello, stessa cosa fa Michele che è già avanti.

Nello, Claudio, Giangy, Marco De Palma e l’amico Sergio, salito da Napoli per l’occasione, optano per il percorso lungo, Pronti a sfidare il Lupo del Manghen.

Tutto fila per il verso giusto per noi del “corto” , che abbiamo affrontato il percorso in tranquillità ma non senza faticare, soprattutto verso il Passo Croce d’Aune Monte Avena, ultima asperità di giornata, avvolta da una cappa di caldo umido quasi insopportabile.

Scopriamo solo dopo il traguardo che Michele, sul finire della prova ha rotto un raggio, riuscendo ad arrivare comunque al traguardo con un ottimo tempo, prima di me e Marco.

Sul percorso “lungo” Marco De Palma ha gestito al meglio le forze, giungendo al traguardo con un buon crono e senza nessun momento di crisi, rallentato un po’ dalla pioggia incontrata sul Rolle.

Proprio il Passo Rolle, collocato dopo il Manghen, ha giocato unbrutto scherzo ai nostri compagni e a centinaia di altri gran fondisti.

Al cospetto delle Pale il meteo e’ sempre molto variabile e la calura degli ultimi giorni, assidua anche in quota, ha fatto sì che una grande energia si fosse accumulata sui cieli del Primiero, pronta a scagliarsi con tutta la sua forza sui corridori.

Vi riporto il loro racconto che ha descritto uno scenario apocalittico, con pioggia, grandine e una temperatura precipitata in pochi minuti da quasi 30 gradi a soli 3 gradi.

Quando il freddo ti entra nelle ossa si ha una sensazione bruttissima……brividi, tremori, ipotermia.

Qualcuno si è riparato nel rifugio, altri si sono da subito avvolti nelle termo coperte distribuite dall’efficiente servizio di assistenza, qualcuno viene soccorso dall’ambulanza, qualcuno sviene sfinito, qualcuno si ritira e sale sui pulmini scopa.

I nostri eroi non si sono dati per vinti e dopo qualche minuto di sconforto, si sono fatti coraggio a vicenda e appena si sono sentiti un poco più caldi e lucidi, sono scesi verso Fiera di Primiero, affrontato poi la parte finale del percorso, raggiungendo Feltre e il meritato traguardo.

Anche il mitico Prof. Ha portato a casa l’ennesima Sportful, dimostrando la solita caparbietà e tenacia, incurante degli anni, del cronometro e dello scarso allenamento.

Per tutti una bella birra gelata, una doccia e ci siamo preparati per una cena da ricordare.

Marco Scola ci guida verso un’agriturismo vero, al Passo San Boldo, con un’imprevisto ma simpatico attraversamento di un Capriolo.

L’Agriturismo la Muda e’ un accogliente locale ristrutturato con gusto, lasciando intatta l’atmosfera è la storia che trasuda da volte, mattoni e il grande camino centrale.

Tutto è fatto in casa e i prodotti utilizzati arrivano solo da piccoli produttori del territorio.

Fa caldo quindi puntiamo sulla birra e non sul vino…..si sa la fame e’ brutta ma la sete guai….

I gestori ci coccolano dall’antipasto al dolce e concludiamo la cena con un caffè un digestivo e un’arrivederci.

Grazie a tutti i ragazzi che hanno condiviso questa bellissima trasferta veneta e soprattutto a Marco che ogni anno ci regala qualche chicca, facendoci conoscere l’accoglienza del bellunese e angoli fantastici di un territorio unico.

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